Divorzio Maldini, calciomercato e possibile allenatore
Certo, il divorzio di Maldini è stato un trauma per tutti i tifosi. Pellegatti ne è consapevole e sa quanto questo abbia significato nel cuore di ogni milanista, da sempre affezionato alla famiglia Maldini soprattutto alla vigilia di un anniversario importante: i 70 anni dalla prima presenza di Cesare, il padre, in prima squadra. Un addio chiacchierato, quindi, che ha messo in crisi alcuni ma che, secondo Pellegatti, non può intaccare l’amore di un tifoso per la squadra che resta il Milan senza ombra di dubbio, nonostante non si sia d’accordo con le decisioni prese dalla dirigenza.
Per quanto riguarda il calciomercato, Pellegatti fa nomi come Marcus Thuram, Sinisterra del Leeds, Loftus Cheek e Milinkovic-Savic, un numero 10 da sogno. Nomi nuovi così come alcune idee per la panchina, fermo restando che Pioli ha un altro anno di contratto da rispettare. Carlo è vicino alle idee calcistiche di De Zerbi, più di Italiano della Fiorentina e Sarri della Lazio, un allenatore che gli piace e che gli sembra incarnare lo spirito del Milan. Il futuro di Ibra, poi, che ha annunciato il ritiro dal calcio giocato, lo vede più come club manager e non come allenatore.
Champions League, Mourinho e Istanbul
Istanbul stregata anche quest’anno per i rossoneri che però, secondo Pellegatti, hanno dimostrato sul campo di valere con un ottimo quarto di finale contro il Napoli. Certo, la semifinale di Champions contro l’Inter avrebbe potuto avere esito diverso ma c’era stanchezza e giocatori importanti infortunati come Leao e Bennacer. L’Inter, poi, per essere obiettivi, non ha demeritato anche se il City ha dimostrato maggiore consapevolezza in finale. In più, nonostante le dichiarazioni di Mourinho sul “campionato falsato” a causa della penalizzazione della Juventus, il Milan ha battuto i bianconeri in campionato arrivando quinto e, quindi, riconfermandosi in Europa in terza fascia.
Campionato difficile, comunque, quello dello scorso anno con un Napoli non più sorpresa dopo l’ottima stagione 2021-22 che li ha visti protagonisti fino alla tarda primavera. Se proprio si deve parlare di sorpresa, Pellegatti premia la stagione della Lazio, sempre concentrata dall’inizio alla fine.
Cosa manca all’Italia per vincere in Europa
Le differenze tra Serie A e Premier League stanno nell’organizzazione a monte. Nonostante le 3 finali europee conquistate l’Italia sembra essere un po’ indietro partendo dagli stadi che non sono moderni, non sono gestiti dalle squadre e non hanno la potenza economica che si può, facilmente, vedere in Inghilterra o in Spagna. Le proprietà americane come Fiorentina prima, Roma poi e adesso Milan ci stanno insegnando a vedere lo sport, però, in un’altra maniera
